3 Riflessioni Sulle Cose Che Non Tornano

5 Nov
Still Here-4

Lydia Goldblatt – Still Here

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Ti racconterò tre storie. Non una di più. Non una di meno.

In tutta sincerità è stato davvero molto difficile per me scrivere quest’articolo (lo capirai solo arrivando alla fine), perciò – se anche a te certe cose non tornano – ti chiedo giusto un po’ di attenzione e, perchè no, un po’ di complicità.

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3 PASSI per eliminare il sovraccarico informativo VS 3 MODI in cui la gallina fa l’uovo

16 Set

Overload-Informativo

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L’estate è finita (o forse non è mai iniziata) e così riprendono anche le pubblicazioni del blog con una nuova trasmissione targata RadioSempre.

In questo articolo ti racconterò del baratro (digitale) in cui ero caduto negli ultimi due anni e di come ne sia uscito vivo quest’estate, spazzando via una valanga di [rumore] dalla mia vita (reale).

Prima però una piccola premessa.

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Il blog va in febbre

11 Ago

Il-blog-va-in-febbre

Ci sono blog che vanno in ferie. E altri che vanno in febbre.

Io la seconda.

Ci rivediamo a settembre. Resta sintonizzato.

Contro la libertà: Michelangelo

29 Lug

Michelangelo-La-dotta-Mano-Aurelio-Amendola-Scatti

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(quest’articolo chiude la serie Cosa c’entra Michelangelo con la Nuova Fantascienza?)

Voglio confessarti una cosa. Ogni volta che per lavoro mi trovo a scambiare quattro chiacchiere con un artista, non mi lascio mai sfuggire la possibilità di indagare meglio il rapporto tra il creatore e la sua opera, tra colui che dovrà dominare la materia e la materia stessa.

Ti sei mai chiesto, ad esempio, perchè un artista sceglie di lavorare il legno piuttosto che il marmo? Perchè utilizza l’acquerello e non la tecnica dell’incisione? Perchè dipinge su tela e non su vetro? 

Io sì. Me lo chiedo sempre. È l’artista a scegliere la materia o il contrario?

A tal proposito ricordo che qualche anno fa mi trovavo nella bottega di un giovane scultore romano a Trastevere.

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Stanley Kubrick, gli Oggetti Impossibili e le Città Doppie

9 Lug

2001 Odissea Nello Spazio

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Ok. Questo articolo è più lungo del solito, quindi se ami le cose veloci, i pensieri facili facili, o il genere di post che si condividono su Facebook, lascia perdere.

Dar da mangiare al tuo cane, fare sesso con il tuo amato/amata, guardarti una partita del mondiale o scattarti un #selfie mentre sei in bagno a leggere Vanity Fair ti renderà certamente una persona migliore (o almeno: ti darà l’illusione di esserlo).

Se invece qualche volta ti piace far fare stretching alla tua mente, se sei uno di quelli che ogni tanto ama mandare il suo cervello in palestra, giusto per mantenerlo in forma… beh, forse quest’articolo fa davvero al caso tuo.

Qui dentro infatti troverai:

  • Uno scrittore che ha immaginato due città sovrapposte, separate e unite allo stesso tempo.
  • Un matematico che ha ipotizzato l’esistenza di oggetti impossibili.
  • Una fiction che non è mai stata girata ma che avrebbe fatto la felicità di Stanley Kubrick.
  • Una città che ogni notte, a mezzanotte in punto, si addormenta e poi si risveglia. 
  • Simona Ventura.
  • Due sfacciate proposte ai produttori di Hollywood per farmi diventare subito ricco.

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Occupo poco spazio

3 Lug

Nada

(stazione #tre – questo post è il terzo della serie “Cosa c’entra Michelangelo con la nuova Fantascienza?”)

Lo confesso.

Come avrai intuito dall’immagine di apertura, il titolo di questo articolo l’ho rubato a Nada.

Esatto, proprio lei. La cantante. Quella che nei meravigliosi Anni Ottanta se ne andava in giro per l’etere a cantare Amore Disperato, quell’amore che sembra un angelo caduto dal cielo quando entra al Sassofono Blu-uu.

“Occupo poco spazio” è infatti il titolo del suo ultimo album in studio ed è – oltre ogni ragionevole dubbio – un titolo geniale.

Sintetico e incisivo al punto giusto. Dunque: perfetto.

Insomma… uno di quei titoli che mi sarebbe piaciuto appioppare a un mio racconto o a un prossimo romanzo. E invece lei è arrivata prima. Peccato.

Però qualcosa dovevo farci. Col titolo dico. E così è arrivata l’illuminazione.

Solo che ora il mistero s’infittisce, giusto?

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Se il mondo rimpicciolisce

26 Giu © Wolfgang Volz, 2013 Christo

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(stazione #due – questo post è il secondo della serie “Cosa c’entra Michelangelo con la nuova Fantascienza?”)

Scommetto che non te lo sei mai chiesto… vero?

Cosa accade quando un mondo rimpicciolisce, intendo dire. 

Beh… per questo ci sono io. Prima però di scoprirlo insieme, immagino tu voglia capire – innanzitutto – perchè un pianeta debba restringersi da un giorno all’altro.

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Cosa c’entra Michelangelo con la Nuova Fantascienza?

19 Giu
Klaus Picler - Just The Two Of Us

Klaus Picler – Just The Two Of Us

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Oggi inauguriamo una serie di articoli legati da un filo conduttore comune (vedi l’esperimento già tentato con la serie “Infanzia Sperduta).

Come avrai intuito dal titolo, o dall’inquietante immagine di apertura, questa nuova serie rappresenta per me un triplo salto mortale carpiato all’indietro sull’orlo di un precipizio chiamato [spazio] – ma anche “2014: odissea nella mia testa”.

Un esperimento mai tentato prima nella blogosfera, che cercherà di [connettere] tra loro – o forse sarebbe meglio dire “far convivere” – l’artista che ha scolpito “La Pietà” e “Il Mosè” con quel nuove filone letterario/cinematografico che sta riscrivendo le regole della Fantascienza contemporanea.

Ho deciso d’imbarcarmi in un viaggio interstellare (ma di stelle ce ne saranno ben poche… poi capirai) perchè proprio da questa serie di articoli dedicati alla “Nuova Fantascienza che incontra Michelangelo” è nato il progetto letterario che ho appena messo su carta e che m’impegnerà per i prossimi cinque anni. Soldi e salute mentale permettendo.

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Quali libri ti hanno cambiato la morte?

23 Mag

Eyes-Wide-Shut-Una-Scena-Del-Film

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È qualche mese che questa domanda mi frulla in testa e non riesco a venirne a capo. Come se mi avessero piantato un chiodo in fronte con la promessa di estrarlo solo dopo aver dato una risposta convincente al quesito con cui ho deciso di aprire la terza trasmissione di radioSempre.

Tanto per essere chiari, il chiodo in fronte non me lo sono piantato da solo. In genere ci tengo a restare integro.

La colpa è tutta da attribuire a quello straordinario giocoliere di parole che risponde al nome di Alessandro Bergonzoni. Nel mese di dicembre, rispondendo a una domanda di Paola Santoro sul primo numero del Colophon, l’attore ha lanciato questa provocazione letteraria (o forse sarebbe meglio chiamarla disputa?) che almeno nella mia testa non è giunta ancora a maturazione.

Così adesso chiedo aiuto a te, caro lettore o lettrice di questo blog.

Continua a leggere e magari ne veniamo a capo. Insieme.

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Toccabili (Infanzia Sperduta #4)

29 Apr

Una storia Americana

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Siamo arrivati alla fine di questo viaggio inaspettato e per certi versi inquietante.

Nei precedenti post ti ho parlato degli [oggetti] e dei [luoghi] che secondo me definiscono il concetto d’infanzia (s)perduta.

In quest’ultimo articolo voglio chiudere il cerchio e ri-mettere al centro del villaggio proprio loro, i veri protagonisti di tutto. I bambini.

Da sempre considerati le creature pure e innocenti per eccellenzaintoccabili, appunto – qui invece ti parlerò dei bambini (in)toccabili.

Viaggerai a tutta velocità fra:

  • Letteratura
  • Cinema
  • Fotografia

E ti ritroverai faccia a faccia con:

  • Bambini Abusati
  • Bambini Bruciati
  • Bambini Crocifissi
  • Bambini Isolati

Non sarà una storia che dimenticherai presto.

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Senza Luce e Senza Mamma (Infanzia Sperduta #3)

4 Apr
Gli scatti surreali di Christopher Ryan Mckenney

“Uomo Senza Volto” incontrato nel bosco | Christopher Ryan Mckenney

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(questo post è il terzo della serie “Infanzia Sperduta”)

Ho smarrito la via di casa, ieri sera.

Mi sono perso nel bosco. Ero solo – senza luce e senza mamma – alla disperata ricerca di un luogo che potesse accogliermi. E soprattutto proteggermi:

  • Dalle bestie e dal buio.
  • Dagli inganni. 
  • Da quello che non c’è e che io vedo.
  • Da quello che io vedo e che non c’è.

Alla fine ho trovato un hangar. Sì, hai capito bene. Non la classica casetta|cappuccetto nel bosco ma un vero e proprio deposito abbandonato un tempo destinato ad accogliere aeroplani

E sai poi cosa ho fatto? Mi ci sono infilato dentro.

E non ne sono ancora uscito.

Così questo hangar è diventato la mia prigione, oltre che fonte d’ispirazione per il terzo articolo della serie cult che sta terrorizzando un po’ tutto il web (non so se proprio “tutto tutto”, a dire il vero, ma a questo punto dell’articolo la frase ci stava da dio, no? Sembra il trailer di una nuova saga plurimilionaria, e io voglio assolutamente diventare plurimilionario).

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Fate, Orsetti, Bambole e Scimmie (Infanzia Sperduta #2)

21 Mar

A-Kind-of-You

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(questo post è il secondo della serie “Infanzia Sperduta” | Puoi trovare qui il primo articolo)

Iniziamo questo viaggio nel bosco senza luce e senza mamma. E lo facciamo partendo proprio dagli oggetti che hanno condizionato la nostra infanzia.

Ti anticipo subito che questo articolo sarà molto “visuale”. Quindi preparati.

Ci troverai dentro un sacco di cose, tipo: 

  • Fate (ma non ignoranti come quelle di Ozpetek; tutt’altro).
  • Bambole smembrate.
  • Orsetti Zombie.
  • Scimmie in maschera.

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Infanzia Sperduta (#1)

14 Mar
Ron Mueck


Non è vero che i bambini sono tutti belli – L’incredibile arte iperrealista di Ron Mueck

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Sono stato un bambino problematico. A sei mesi ho rischiato di crepare per una polmonite cronica che il pediatra scambiò per una banale influenza. 

Mi chiusero dentro un’incubatrice col respiratore attaccato. << Signora, non so se passerà la notte. >>, dissero a mia madre quelli dell’ospedale.

La notte passò e io con lei. Ma non indenne.

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Il prossimo livello

21 Feb

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(radioSempre – trasmissione #2)

In questo articolo ti parlerò del futuro.

No. Non di un futuro qualsiasi ma di un futuro ben preciso. E lo farò spingendo il piede a tavoletta sull’acceleratore, senza cinture di sicurezza, senza casco, al massimo della velocità e dell’incoscienza. Fino alla fine. Fino al prossimo livello.

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Ti prego guardami, guardami bene

7 Feb
Ti prego guardami, guardami bene


Lee Jeffries – Homeless Portrait

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(radioSempre – Trasmissione #1)

Voglio inaugurare la prima trasmissione di radioSempre parlando di dipendenze e assuefazioni. Droghe.

Sì. Sto parlando proprio a te, caro lettore/ascoltatore che fai finta di niente. È inutile negarlo. È inutile mentire. Tanto sai bene che anche tu ci sei dentro fino al collo. Sei fregato. Lo sai questo vero?

L’uso quotidiano che ne fai è un uso spropositato, massiccio, bulimico. Che tu sia produttore o semplice consumatore/fruitore non fa alcuna differenza, credimi. 

E la verità è che non hai alcuna intenzione di smettere. Già. Non te ne frega proprio un cazzo. Nessuna riabilitazione. Nessuna disintossicazione. Stai bene così. Stiamo bene così. Tante grazie.

Non smetterai mai, vero?

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